PRESTAZIONE
Il documento “Hospice in Italia: prima rilevazione ufficiale. Anno 2006” a cura del Ministero della Salute definisce l’Hospice in questo modo: “Luogo dove non si va a morire ma a vivere al meglio una fase naturale della propria esistenza, nel quale è possibile trascorrere anche periodi di sollievo e dal quale è sempre possibile tornare a casa, quando lo si desideri”.
L’Hospice nasce per migliorare la qualità della vita della persona ammalata, anche quando la medicina non può guarire. L’obiettivo è il controllo dei sintomi come il dolore, difficoltà respiratorie, disturbi gastroenterici, agitazione.
Oltre a terapie farmacologiche palliative, lì dove è necessario, si possono fare adeguamenti con supporto trasfusionale, drenaggio liquido polmoni e addome, posizionamento PICC.
Le cure sono prestate da un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, operatori socio-assistenziali, fisioterapista, assistente spirituale specificamente preparati, coadiuvati da psicologo, assistente sociale.
Gli infermieri e gli operatori assistenziali sono presenti 24 ore su 24 nei giorni feriali e festivi.
L’Hospice si trova a Capua (CE) al secondo piano della Casa di Cura “Villa Fiorita” ed è composto da camere singole munite di televisore, frigorifero, guardaroba, aria condizionata, bagno dedicato e letto per ospitare anche durante la notte un familiare o una persona cara. Al fine di ricreare il clima domestico e di valorizzare i legami affettivi e relazionali l’accesso in Hospice è consentito tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00, con l’accortezza di evitare quanto più possibile la presenza in camera di più di 2 persone alla volta per prevenire il conseguente aumento del rischio di diffusione di malattie trasmissibili del congiunto fragile.
Nel limite del possibile si cerca di rispettare i tempi e le abitudini di ogni paziente, è quindi possibile personalizzare la propria stanza portando oggetti di uso comune o di valore affettivo (fotografie, ecc.). L’organizzazione è orientata a favorire la presenza dei familiari accanto alla persona malata. Altri luoghi che caratterizzano la struttura sono la tisaneria, la cappella, il bar.
Se, nel corso del ricovero in Hospice, il quadro clinico si stabilizza con un buon controllo dei sintomi ed è compatibile con le possibilità assistenziali della famiglia (supportata dall’assistenza palliativa domiciliare) è possibile, in accordo con il malato e la famiglia, procedere alle dimissioni a domicilio, attuando in maniera tempestiva il servizio domiciliare
Ogni paziente è accolto in una stanza singola e può essere assistito da una persona di fiducia 24 ore su 24. La persona che rimane per la notte ha a disposizione un letto.
Ogni stanza è dotata di bagno proprio, frigorifero per alimenti personali, televisione ed ha a disposizione un comodino e un armadietto dove riporre gli effetti personali. Durante la degenza la camera del malato diventa la sua casa per cui può essere personalizzata con oggetti a lui cari (ad esempio foto, ecc) .
Si sconsiglia di portare significative quantità di denaro e oggetti di valore; la direzione e il personale di reparto non sono responsabili della custodia né di eventuali furti. Eventuali oggetti preziosi o ingenti somme di denaro, non utili durante la degenza, devono essere ritirati al più presto dai familiari o persone di fiducia indicati dal paziente. Si raccomanda di conservare le protesi personali (ad esempio dentali o acustiche) in appositi contenitori e di custodirle con cura nel proprio armadietto o nel comodino quando non vengono indossate.
Cosa portare per il ricovero:
Per ogni altra precisazione ci si può rivolgere al personale del reparto
All’hospice accedono i malati in fase avanzata e in rapida evoluzione non più suscettibile di terapia attiva specifica volta alla guarigione.
Nello specifico al valutazione per l’idoneità al ricovero in Hospice prevede:
1. aspettativa di vita, di norma valutata in sei mesi, in base a indicatori prognostici e a valutazioni specifiche dell’équipe curante, o in caso di patologie inguaribili che condurranno inevitabilmente a morte prematura, anche se in un tempo estremamente variabile e non sempre facilmente prevedibile;
2. elevato livello di necessità assistenziale e/o ridotta autonomia funzionale e/o compromissione dello stato cognitivo caratterizzanti uno stato di “fragilità”;
3. impossibilità di attuare le cure domiciliari palliative, per problematiche sanitarie e/o sociali.